UN ANNO DI NAMA
Milano, gennaio 2026
Un anno fa NAMA non esisteva. Oggi è uno spazio vivo, attraversato ogni giorno da persone, idee, relazioni. Nel primo anno di attività, NAMA è diventato un presidio culturale stabile all’Anfiteatro Martesana. Non un evento spot, ma un luogo che funziona perché è aperto, accessibile e curato, fatto di concerti, talk, cinema, laboratori, attività, sport e momenti informali. Tutto questo è successo senza biglietti, senza barriere, senza sponsor. È successo perché qualcuno ci ha creduto e ci ha messo tempo, lavoro e risorse.
COSA ABBIAMO FATTO
In dodici mesi NAMA ha rimesso al centro uno spazio pubblico dimenticato, trasformandolo in un luogo attraversato ogni giorno. Non parliamo solo di eventi, ma di una presenza continua: programmazione culturale, relazioni, cura dello spazio, apertura reale al quartiere. NAMA ha unito artist*, ricercator*, associazioni e cittadin*, rendendo l’Anfiteatro un luogo realmente accessibile. Tutto questo richiede lavoro costante e competenze: è il lato meno visibile del progetto, ma è quello che lo rende solido.
LA NAMA SUMMER ARENA
Un passaggio decisivo: non è stata solo una rassegna estiva, ma una presa di posizione, la dimostrazione che un’intera stagione di cultura gratuita in uno spazio pubblico è possibile, se viene progettata con serietà. Mesi di lavoro, infrastrutture tecniche, sicurezza, coordinamento e responsabilità hanno reso possibile un’esperienza che ha coinvolto decine di migliaia di persone. La NAMA Summer Arena ha mostrato che la cultura di prossimità è una scelta precisa, che funziona quando viene trattata come un progetto strutturale e non come un’eccezione.
LE PROSPETTIVE FUTURE
Il futuro di NAMA ha una direzione chiara: crescere in modo sostenibile, migliorare ciò che esiste e diventare un progetto stabile nel tempo. Vogliamo rafforzare la programmazione durante tutto l’anno, rendere lo spazio sempre più attrezzato e accessibile, sostenere il lavoro di chi lo rende possibile e continuare a garantire attività gratuite e aperte a tutte e tutti. Le donazioni servono a questo: non a “fare eventi”, ma a sostenere un luogo pubblico che funziona e che può continuare a esserlo.


